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ENEL e Open Data - bello ma un piccolo errore :(
UPDATE!!!
Raffale Cirullo della sezione NEW MEDIA di ENEL informa - attraverso la mailing list Spaghetti Open Data http://groups.google.com/group/spaghettiopendata/msg/1660191e90f122da - che l’iniziativa è ancora in beta, e la questione licenza sarà uno dei prossimi nodi da sciogliere.
Grazie per la risposta!
L’interesse per gli open data si fa sempre più crescente al punto che anche importanti aziende italiane decidono di rendere accessibili i propri dati attraverso il portale http://data.enel.com/ in lingua inglese e italiana.
Le motivazioni di questa scelta sono messe subito in evidenza in prima pagina
- Aumentare la trasparenza ed il coinvolgimento da parte di tutti gli stakeholder
- Migliorare il business: “better information makes better markets”
- Favorire l’innovazione, i dati aperti stimolano lo sviluppo di nuove applicazioni
I dati distribuiti sono divisi in tre aree:
e descrivono le attività svolte dall’azienda sia sul piano della produzione di energia che in quello dei bilancio.
Sul piano tecnico il servizio di distribuzione è fatto molto bene: i dati sono distribuiti in 3 formati (XLS, CSV e XML) collegati anche a documentazione di analisi e a sistemi di visualizzazione.
L’aspetto che però mette in discussione il concetto di “open data” è sulla licenza.
La scelta di una licenza Creative Commons molto restrittiva che, di fatto, vieta la rielaborazione dei dati e gli scopi a fine di lucro non rientra proprio nei concetti della Open Definition - http://www.opendefinition.org/okd/italiano/ dove gli aspetti di ridistribuzione e riutilizzo sono elementi cardine.
Non solo il precludere queste possibilità preclude anche gli obbiettivi che ENEL da a questa sua mossa.
Infine si può avanzare anche la critica sulla scelta di Creative Commons 3.0 visto che, proprio da questa versione, si dichiara espressamente “[…] completa rinuncia a far valere il diritto sui generis sulle banche dati[…]” (vd. http://creativecommons.it/3.0 )