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dati.emilia-romagna.it - ottima la scelta delle licenze!!!

Ed ecco il portale dei dati della regione Emilia Romagna visitabile all’indirizzo http://dati.emilia-romagna.it,c he l’idea fosse nell’aria lo si capiva da tempo, basta pensare all’incontro fra GFOSS.it e la Regione Emilia Romagna di metà aprile 2011 sul tema dei geodati che ha poi dato vita ad un documento di linee guida sul tema DATI GEOGRAFICI PUBBLICI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
Il primo riflesso si è poi visto ad agosto, quando il geoportale dell’Emilia Romagna presentava qualche dataset con licenza CC-BY.
Come nel caso del portale piemontese la parola chiave è “RiUso” dei dati, argomento che è poi bene descritto nella sezione del sito con le FAQ.
La normativa di riferimento è la Direttiva PSI - Public Sector Information” recepita poi in Italia tramite il CAD - Codice di Amministrazione Digitale e che la regione Emilia Romagna ha poi realizzato attraverso le “Linee guida del piano telematico 2011-2013

Uno dei requisiti della direttiva PSI è che i dati debbano essere accompagnati da licenze standard che favoriscano il ri-uso … e basta dare una occhiata al logo del sito per capire subito quale è la scelta principale fatta dall’Emilia Romagna: Creative Commons Zero - la licenza dedita al pubblico dominio (esattamente poi come nel caso del Piemonte).

Senza ombra di dubbio la licenza che maggiormente può favorire il ri-uso dei dati, così come le licenze di tipo attribuzione (questo l’esempio della licenza cc- by che, in questo caso, si applica ai geodati).

Sul tema licenze open data e PSI si consiglia di dare una occhiata alle slide di Jordan Hatcher - board of Directors, Open Knowledge Foundation and Co-founder, Open Data Commons - (quindi il papà della licenza ODbL - la licenza che sarà adottata da OpenStreetMap)) consultabili a questo indirizzo http://www.slideshare.net/epsiplatform/hatcher - create per un workshop all’interno del progetto epsi platform - European Public Sector Information (PSI) Platform.
In particolare, la slide 18, mette in evidenza che nelle famiglie delle licenze opendata (quindi le tre categorie: pubblico dominio, attribuzione e 3. condivisione allo stesso modo), quella meno utile al concetto di ri-uso sono quelle che impongono la condivisione allo stesso modo (quindi cc-by-sa e odbl).

Per chi vuole capire meglio queste problematiche si consiglia di seguire i seguenti progetti europei (in cui in diversi c’è anche il coinvolgimento del centro NEXA :

  1. napo posted this